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Risparmio energetico con la serra bioclimatica


Articolo di Massimiliano Bertoni e Andrea Cantini

Le città italiane sono frutto di una diffusa stratificazione architettonica di stili e tecniche costruttive che rappresenta uno dei valori estetici e tecnologici più evidenti del nostro Paese. Ma allo stesso tempo una grande porzione del patrimonio edilizio è stato realizzato durante gli anni del boom edilizio (1960-70) periodo in cui, come è noto, vennero totalmente trascurati aspetti oggi ritenuti imprescindibili quali l'efficienza energetica e la qualità estetica, a scapito della quantità realizzata.

Il comportamento energivoro della maggioranza di questi edifici, che hanno prestazioni medie tra i 200 e i 300 kWh/mq anno con impianti obsoleti, è molto lontano dai limiti massimi definiti dalla più recente normativa nazionale e regionale in materia. Intervenire sul costruito, riqualificando energeticamente il patrimonio esistente, assume quindi un ruolo centrale nel futuro dell'edilizia in Italia.
In quest'ottica si rivelano particolarmente attuali le serre bioclimatiche che nel Paesi nord europei sono da tempo largamente diffuse, a testimonianza della loro efficacia, energetica ed estetica.
Dal punto di vista energetico la serra bioclimatica è una tecnologia passiva per il controllo dei flussi termoigrometrici attraverso l'edificio finalizzata al miglioramento del comfort abitativo e alla riduzione dei consumi; ma non solo: per chiunque abbia visitato il nord Europa, è evidente come il Wintergarten (in italiano traducibile letteralmente come "giardino d'inverno") sia uno spazio funzionale e vivibile legato all'abitazione (leggi anche Orti sui tetti delle città).
Fisicamente è costituita da uno spazio vetrato, posto in adiacenza all'edificio che contribuisce al riscaldamento e al raffrescamento dell'edificio.
In funzione delle modalità di trasferimento e distribuzione del calore possiamo definire formalmente tre tipi di serra, anche se spesso questi tipi si presentano in combinazione:

  • serra a guadagno diretto: la superficie di separazione tra serra e interno è regolabile e può essere rimossa anche totalmente: la serra diviene un estensione della casa e il guadagno termico avviene direttamente dentro lo spazio abitato.
  • serra a scambio convettivo: questo tipo di serra sfrutta l'aria calda presente nella serra e lo scambio di calore avviene per convezione attraverso la parete di separazione, semplicemente tramite aperture regolabili poste alla base e alla sommità, oppure utilizzando condotti a ventilazione forzata per lo scambio con locali non adiacenti la serra.
  • serra a scambio radiante: la parete di divisione della serra è costituita da una parete ad accumulo non isolata, e lo scambio di calore avviene per radiazione nell'ambiente adiacente.

 Funzionamento della serra bioclimatica durante l'anno
Il funzionamento della serra deve essere rappresentato attraverso semplificazioni in quanto le variabili climatiche che intervengono sono molteplici (la temperatura dell'aria esterna; la quantità e il tipo di radiazione; la presenza o meno del vento; la temperatura dell'ambiente interno la casa; l'uso che ne fanno gli utenti).
Vediamo ora il comportamento della serra bioclimatica in inverno e in estate durante il giorno e la notte.
1.    Funzionamento invernale diurno: durante le giornate invernali l'obiettivo è quello di massimizzare la captazione di energia solare: questo dipende dalla latitudine, dalla presenza o meno di nuvole e dalla limpidezza dell'atmosfera. Le serre a guadagno diretto devono essere collegate agli ambienti interni quando la temperatura della serra  raggiunge almeno i 19-20°C in modo d'avere un apporto termico positivo,. In caso contrario, coi serramenti chiusi, la serra ridurrebbe le dispersioni della casa verso l'esterno fungendo da spazio tampone. Analogamente nelle serre a scambio convettivo si apriranno le bocchette (anche attraverso serramenti e/o elettroventole con termostato) quando la serra sarà alla temperatura ottimale espressa prima. Nelle serre a scambio radiattivo si cercherà di massimizzare l'esposizione della parete di accumulo alla radiazione solare in modo che questa emetta radiazione infrarossa al locale adiacente quando questi avrà una temperatura inferiore.
2.    Funzionamento invernale notturno: durante le notti invernali l'obiettivo è quello di minimizzare le dispersioni della serra bioclimatica verso l'esterno.
Per fare questo innanzitutto la parte vetrata della serra dovrà essere realizzata con vetri e serramenti che minimizzino la dispersione termica e inoltre utilizzare tende e/o pannelli rigidi rimovibili.
Nelle serre a guadagno diretto l'isolamento dovrà essere concentrato esclusivamente in corrispondenza dell'involucro trasparente in quanto la serra fa parte della casa, questo potrà essere realizzato attraverso tende o pannelli applicati all'interno della struttura vetrata quando la serra non apporti più un contributo positivo al comfort termico dell'ambiente.
Nelle serre a scambio convettivo basterà interrompere lo scambio convettivo con la serra chiudendo le aperture nella parete.
Nelle serre a scambio radiattivo bisognerà utilizzare un isolamento mobile sulla parete di accumulo dal lato della serra, per evitare la dispersione termica e usufruire anche nelle ore notturne dell'energia eventualmente immagazzinata nella parete radiante.
3.    Funzionamento estivo diurno: le serre sono nate principalmente per apportare un beneficio termico durante i mesi invernali nei mesi più caldi bisognerà predisporre dei sistemi di ombreggiamento per impedire alla radiazione solare di attraversare le superfici vetrate e predisporre dei sistemi di aerazione per impedire il verificarsi dell'effetto serra.
4.    Funzionamento estivo notturno: nelle notti estive l'obiettivo è quello di garantire la massima dispersione energetica sia sotto forma radiante che sotto forma di convezione delle masse termiche della serra verso l'esterno, in modo da raffrescare la serra e l'edificio creando anche dei moti d'aria interni attraverso delle aperture nell'edificio
Oggi, in Italia, possono crearsi  diversi problemi di carattere normativo per la realizzazione di una serra bioclimatica. Si possono distinguere principalmente tre ordini:

  • Problemi con le normative comunali: il fulcro del problema è che la serra solare viene considerata volume abitabile da computare come edificato, invece che essere considerato, in presenza di specifici requisiti prestazionali, come un locale tecnico per il risparmio energetico dell'edificio.
  • Problemi con le normative di tipo igienico sanitario: tali problemi nascono dal livello di illuminazione e di ricambio d'aria dei locali destinati alla permanenza delle persone. Infatti un locale che si affaccia esclusivamente sulla sera non rispetta questi requisiti. Le soluzioni più ovvia e di carattere progettuale, facendo in modo che tali locali abbiano fonti alternative di luce e aria.
  • Problemi con le normative di controllo architettonico: si generano in presenza di vincoli paesaggistici ambientali, come quando si va a eseguire una ristrutturazione che deve essere conforme al contesto architettonico considerato caratteristico in termini soprattutto di elementi tipologici e di materiali. Anche in questo caso le soluzioni nascono a livello normativo e progettuale.

Lavori in casa, confermate tutte le semplificazioni dello Sblocca Italia.
Il provvedimento è stato approvato con voto di fiducia dal Senato.


fonte: Edilpotale.com

Con 157 voti favorevoli e 110 contrari, ieri sera il Senato ha votato la fiducia sulla Legge di conversione del DL Sblocca Italia. L'Aula di Palazzo Madama ha approvato il testo della Camera senza modifiche.
La novità più importante è quella introdotta dall'articolo 17, che modificherà il Testo Unico Edilizia (Dpr 380/2001), relativa ai lavori interni alle abitazioni.
Sarà consentita la realizzazione con Comunicazione di inizio lavori (Cil), anziché con Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) dei lavori di manutenzione straordinaria che consistono nel frazionamento o accorpamento di unità immobiliari e che non modifichino la volumetria complessiva degli edifici, non riguardino parti strutturali e mantengano l'originaria destinazione d'uso.
Il professionista dovrà attestare che le modifiche sono compatibili con la normativa antisismica e con quella sul rendimento energetico e, insieme alla Cil, dovrà consegnare gli elaborati progettuali. La multa per la mancata presentazione della Cil sale da 258 a 1.000 euro.
La Cil sarà valida anche ai fini dell'aggiornamento catastale: il Comune dovrà inoltrarla all'Agenzia del Territorio, ma solo se al termine dei lavori il proprietario dell'immobile invia allo Sportello Unico una 'comunicazione di fine lavori' (tutti i dettagli sui lavori privati).

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Delibera regione Lombardia n. X/1216
"Aggiornamento della disciplina regionale per l'efficienza e la certificazione energetica degli edifici e criteri per il riconoscimento della funzione bioclimatica delle serre e delle logge, al fine di equipararle a volumi tecnici"


fonte: Regione Lombardia

La Giunta Regionale della Lombardia ha approvato la Delibera n. X/1216 "aggiornamento della disciplina regionale per l'efficienza e la certificazione energetica degli edifici e criteri per il riconoscimento della funzione bioclimatica delle serre e delle logge, al fine di equipararle a volumi tecnici". Quando queste costruzioni non faranno volumetria.

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Verande e serramenti detrazioni del 65% e 50%: scopri come usufruire della proroga del bonus per la ristrutturazione


fonte: ediltecnico.it

Il Governo ha approvato il decreto legge e gli interventi di risparmio energetico e di riqualificazione energetica sugli edifici potranno essere sfruttati fino al 31 dicembre 2013 con una Detrazione del 65% da usufruire in 10 rate annuali di pari importo.

Se i lavori di efficientamento energetico saranno eseguiti da un privato per la propria abitazione, la scadenza dell'eco-bonus è fissato al 31 dicembre 2013.
Per i condomini la scadenza della Detrazione 65% è fissata addirittura al 30 Novembre 2014 ma a patto che i lavori coinvolgano almeno il 25% della superficie dell'involucro.

Per chiarimenti contattaci.
Per approfondire >>

Una nostra realizzazione per il premio "Maestri Comacini"

Il concorso indetto dall'Ordine degli architetti di Como e dalla rivista Tal&a cerca «la qualità del progetto e dell'opera intesa come espressione culturale tra progettista, impresa esecutrice e committenza, secondo la filosofia dei Magistri Cumacini».

 

Ts Aludesign scrl - progettazione e vendita verande - sul numero di Agosto di Bravacasa

     

La nostra azienda è stata evidenziata come professionista a cui rivolgersi per la progettazione e costruzione di serre solari sul numero di agosto del prestigioso mensile di arredamento e design Bravacasa. Potete trovare l'articolo nella sezione "Luoghi > Serre virtuose".
A breve l'articolo sarà scaricabile direttamente dal sito di Bravacasa.

Scarica l'articolo in formato pdf (500 Kb)

         

La serra solare

fonte: architoscana

La serra solare è uno spazio chiuso, separato dall’ambiente esterno mediante pareti vetrate e collegato alla costruzione con aperture, eventualmente apribili; la copertura può essere vetrata o opaca a seconda delle latitudine e delle esigenze termiche richieste in fase di progettazione. La serra è un volume che accresce il contributo all’edificio della radiazione solare, trasformata in energia termica e immagazzinata all’interno della serra stessa.
Le serre solari possono essere realizzate, quando possibile, sia davanti ad un muro accumulatore sia davanti ad una parete vetrata. Nel secondo caso la realizzazione della serra fa sì che la struttura riesca a trattenere le dispersioni termiche dovute alla parete vetrata. La serra combina le caratteristiche del guadagno diretto con quelle del muro ad accumulo. Infatti, essendo direttamente riscaldata dai raggi del sole, funziona come un sistema a guadagno diretto, in cui l’ambiente adiacente ad essa riceve il calore dal muro termoaccumulatore. La radiazione solare viene, cioè, assorbita dal muro di fondo della serra, convertita in calore, ed una parte di esso viene poi trasferito all’edificio. Per questo motivo, particolare attenzione va posta ai materiali di quelle parti deputate in primo luogo all’accumulo del calore e successivamente alla cessione di esso nelle ore fredde come il pavimento e le pareti, che devono avere una buona inerzia termica. È preferibile che le vetrate della serra siano sempre apribili per garantire la regolazione della temperatura sia in estate sia in inverno. Nella progettazione di una serra solare si dovrà tenere in considerazione: - la serra deve essere orientata verso sud, con una tolleranza di più o meno 30/40 gradi.
Sono assolutamente da evitare gli orientamenti Est ed Ovest che provocherebbero surriscaldamenti difficili da controllare ed eliminare. Una esposizione a Nord non pone, ovviamente, problemi di surriscaldamento, ma riceve nei mesi invernali radiazioni solari in quantità molto limitate;
- la serra deve essere ventilabile. Per evitare il surriscaldamento nelle stagioni intermedie e soprattutto d’estate, l’aria calda, che si forma all’interno della serra, deve essere espulsa e sostituita con aria esterna. Di conseguenza, la struttura della serra deve essere quanto più possibile apribile, consentendo un’accentuata variabilità di assetto: da molto chiuso in inverno a molto aperto in estate (in questa stagione si può prevedere anche la temporanea dismissione degli infissi vetrati);
  • la serra dovrebbe essere munita di schermature mobili per la protezione delle superfici trasparenti, in particolare quelle orizzontali e quelle verticali con esposizione ovest, dai raggi solari nei periodi caldi. Tali schermature possono essere di moltissimi tipi quali tende, veneziane, pannelli, vegetazione. Per assicurare un buon comportamento termico e per ridurre il pericolo di condensa superficiale è raccomandabile l’uso di vetro camera.
  • I telai possono essere realizzati in vari materiali, come per le finestre. Sempre per ridurre le dispersioni di calore ed i problemi di condensa è consigliabile l’utilizzo di profili con taglio termico;
  • la copertura della serra costituisce la parte più delicata dell’intero sistema: le superfici orizzontali sono quelle che ricevono la maggiore quantità di radiazioni solari nei mesi estivi e quindi devono essere schermate e possibilmente apribili. Per consentire il deflusso delle acque piovane la copertura non potrà essere orizzontale, ma presentare un’inclinazione verso il bordo esterno, dove sarà presente una gronda di raccolta. Nel caso di pannelli scorrevoli se il movimento è attuato manualmente, tale inclinazione non dovrà superare il 5-6 %. Nel caso di movimentazione motorizzata si potranno utilizzare anche inclinazioni maggiori.

Mi faccio la serra bioclimatica

Fonte: Paolo Mariani - parte dell'articolo pubblicato su casa-luce

Coperture in vetro per terrazze e balconi. Risparmiare energia e sfruttare al meglio gli spazi: da oggi si può.
Mi faccio la serraVi siete mai chiesti come sia possibile riscaldare la propria casa risparmiando energia?
Le normative italiane, a livello regionale e nazionale, si stanno orientando sempre più a favore di soluzioni che contribuiscono a ridurre i consumi energetici e le emissioni di CO2.
Negli ultimi anni, con l’aumento dei costi dell’energia, si è cominciato a parlare di orientamento degli edifici, di isolamento termico delle pareti, del tetto, delle finestre e di fonti energetiche rinnovabili.
Alcune opportunità date dalla legislazione passano però inosservate, nonostante ci sia la possibilità di applicarle anche agli edifici esistenti.
Uno degli esempi più interessanti è senza dubbio quello delle serre bioclimatiche. Serre che, se utilizzate in modo intelligente, possono ridurre di oltre 1/3 i consumi energetici degli edifici.

Come si possono realizzare le serre?
Facciamo un esempio. In molte mansarde sono presenti delle terrazze a vasca scavate nella copertura. Tutte queste terrazze sono spesso inutili ed energeticamente inefficienti. Tutte le terrazze orientate a Sud sono perfette per diventare dei captatori di energia e, secondo le nuove normative regionali, possono essere chiuse e utilizzate come serre bioclimatiche. Lo stesso principio non può essere applicato per le terrazze orientate a Nord, Est e Ovest. In questi ultimi tre casi infatti le serre non verrebbero colpite dai raggi solari e non svolgerebbero la funzione di accumulo termico incentivato dalla normativa.

Cosa dice la normativa?
Se le terrazze vengono chiuse per finalità energetiche, il legislatore le considera volumi tecnici non computabili nel volume totale dell’immobile. In altre parole, il volume viene “regalato” e non è richiesta alcuna autorizzazione edilizia ma soltanto una normale comunicazione di inizio lavori.

Cos’è un volume tecnico?
Un volume tecnico ha una funzione impiantistica o energetica con destinazione d’uso non abitativo. Tra i volumi tecnici si possono annoverare i locali caldaia, lo spazio per i serbatoi d’accumulo per i sistemi solari termici, i cavedi per gli impianti idraulici e, in questo caso, anche la serra bioclimatica.

In quali casi non si può applicare la normativa?
La normativa è attiva in quasi tutte le regioni italiane. E’ bene però verificare con un progettista di fiducia se la norma è valida nella propria regione o se sussistono vincoli storici o architettonici che ne impediscano l’applicazione.

In cosa consistono i lavori?
La serra bioclimatica può essere realizzata chiudendo una terrazza a vasca nel tetto o porzioni di logge, terrazze e anche balconi.

Se realizzo una serra bioclimatica, oltre al beneficio energetico, quali vantaggi ottengo?
Come già specificato, il volume tecnico viene “regalato” e non è computabile nel volume totale dell’immobile. Il valore commerciale dell’immobile aumenta grazie al parziale adeguamento alla nuova normativa sulla certificazione energetica degli edifici. Lo spazio ricavato quindi è più facilmente sfruttabile in ogni stagione e per tutto l’anno. Inoltre l’ambiente risulta essere molto più luminoso durante la stagione invernale.

Approfondimenti
Le norme di riferimento per realizzare le serre bioclimatiche sono contenute nei piani energetici regionali alla voce “Risparmio energetico degli edifici, riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti”. Per verificare che nella tua zona sia possibile applicare questa soluzione, cerca il piano energetico della tua regione cliccando qui.

Le serre solari

fonte: pubblicazione su centroconsumatori

Le serre solari (anche verande, giardini d'inverno o wintergarden) costituiscono un'interessante soluzione architettonica per risparmiare energia. A tale riguardo è importante rammentare che solo una serra priva di sistema di riscaldamento contribuisce effettivamente al risparmio energetico.
In linea generale, le serre solari riducono le dispersioni di calore per trasmittanza dell'edificio. Grazie allo sfruttamento passivo dell'energia solare, possono limitare anche le perdite dovute alla permeabilità all'aria dell'involucro edilizio.
In questo caso il risparmio è tanto maggiore, quanto più alta è la temperatura all'interno della serra rispetto alla temperatura esterna.
Il risparmio di energia conseguibile grazie alla realizzazione di una serra dipende in misura consistente dalla qualità energetica dell'edificio. E' maggiore nel caso di edifici vetusti che non sono stati sottoposti ad alcuna riqualificazione energetica.
Esclusione dal calcolo della cubatura
Ai sensi della legge urbanistica provinciale, la costruzione di una serra solare o wintergarden è considerata una misura per il contenimento dei consumi energetici. Se nella sua esecuzione vengono rispettate le distanze previste dal Codice Civile e si mantiene un indice di visuale libera pari a 0,5 verso il confine di proprietà, allora la sua superficie non viene inclusa nel calcolo della cubatura. Affinché la serra non faccia cubatura, deve soddisfare alcuni requisiti tecnici.

Approfondimenti
Le norme di riferimento per realizzare le serre bioclimatiche sono contenute nei piani energetici regionali alla voce “Risparmio energetico degli edifici, riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti”. Per verificare che nella tua zona sia possibile applicare questa soluzione, cerca il piano energetico della tua regione cliccando qui.

Dalla veranda al sottotetto tutti i lavori ammessi con il piano casa

fonte: il sole 24 ore - Marzo 2009

Trasformare il terrazzo in una veranda. Rendere abitabile il sottotetto. Aggiungere due stanze alla villa o costruire una nuova tavernetta.
Il "piano casa" allo studio del Governo – contestato da chi teme un'altra colata di cemento sull'Italia – ha già conquistato il popolo dei piccoli proprietari, che ipotizzano nuovi interventi e si interrogano sull'opportunità di ingrandire le proprie abitazioni, dagli appartamenti nei condomini, agli interventi di ampliamento delle abitazioni unifamiliari - la 'villetta', fino ai capannoni commerciali.
Il Sole 24 Ore del lunedì ha esaminato gli interventi che saranno possibili se diventerà legge il piano ora in discussione. Si tratta della possibilità di ampliare fino al 20% i volumi degli edifici residenziali e di demolire e ricostruire gli immobili realizzati prima del 1989 aggiungendo il 30% di cubature (35% se si usano bioedilizia e fonti rinnovabili). Il progetto è contenuto nel disegno di legge pilota della Regione Veneto e sarà probabilmente inserito in un atto di indirizzo rivolto dal Governo alle Regioni.
La norma– accanto al decreto legge di semplificazione delle procedure – costituirà il secondo capitolo del "piano casa".
Potenzilamente interessate sono 9,4 milioni di abitazioni monofamiliari e bifamiliari, oltre a un milione di condomini e agli edifici non residenziali.
Ma le novità potranno riguardare anche i 2 milioni di immobili abbandonati e i 250mila immobili abitati in pessimo stato di conservazione, per i quali le imprese di costruzione potranno proporre il modello "demolire per ricostruire".

Verande a prova di sbalzi climatici

fonte: il sole 24 ore - Aprile 2009

Verande, dehors (termine un po' improprio, perché più adatto a bar e locali pubblici), giardini d'inverno, piccole serre: il piano casa apre la strada a una serie di possibili soluzioni – la cui fattibilità va poi verificata caso per caso – per allargare la propria abitazione all'esterno con nuovi spazi ottenuti chiudendo, ad esempio, un portico, un pergolato o un balcone.
Abbastanza vario l'utilizzo che se ne può fare: un'estensione del soggiorno, della cucina o della sala da pranzo, così come può diventare una piccola palestra o zona fitness, oppure ancora, nel caso specifico di un giardino d'inverno o una serra, il luogo dove coltivare fiori e piante per hobby.